SECONDO NOME: HUNTINGTON – Il racconto dell’inaugurazione

“Cosa possiamo fare noi, adesso, insieme, di fronte alla malattia di Huntington? Fra le tante cose che abbiamo imparato, abbiamo capito che la malattia non è solo un fatto biologico…
Con questa mostra, vi offriamo la possibilità di diventare, per il tempo della visita, parte della nostra comunità. Sarete uno di noi e, specchiandovi nelle nostre emozioni, nelle nostre paure, nelle nostre speranze, nei nostri progetti, nei nostri destini ci aiuterete a dare una risposta concreta alla domanda.
…Vi basterà raccontare della mostra a una persona cara, parlarle della malattia, portare la parola “Huntington” fuori da queste mura… Narrate dell’esistenza dell’Huntington, ma anche di noi”.
Così scrive il Presidente Claudio Mustacchi nel saggio “Huntington: un enigma che non si risolve da soli. Mettere in mostra una malattia nascosta per creare una rete per la cura e per la ricerca” pubblicato nel catalogo che accompagna l’esposizione.

L’inaugurazione del 29 giugno è avvenuta alla presenza di Andrea Cancellato Direttore generale de La Triennale di Milano, Luisa Collina Preside Scuola del Design del Politecnico di Milano e di Elena Cattaneo, professoressa e Senatrice a vita, che hanno “simbolicamente” tagliato il nastro, consentendo ai numerosi intervenuti di accedere alla sala e vedere finalmente le opere.

Numerosi gli ospiti che hanno animato la Tavola rotonda avviata poco dopo le 17.00.
“Questo progetto – ha detto Cristina Tajani, Assessore a Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane, Comune di Milano – è importante non solo perché potrà aiutarci a trovare strumenti utili a superare il problema specifico e concreto, ma anche perché costituisce una prima sperimentazione di un metodo che potremo adottare per altre tematiche di accessibilità”.

Gli interventi di Alberto Fontana Presidente di LEDHA, Pete Kercher Vice Presidente associazione Design for All Italia, Silvia Piardi Direttore Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e Makio Hasuike Industrial Designer e Compasso d’oro 2016, pur nella diversità delle rispettive competenze e esperienze, hanno sottolineato come l’importanza di una simile iniziativa sia da ricondurre tanto alla disponibilità con cui le famiglie si sono raccontate, hanno aperto le porte della loro vita domestica, hanno pensato ai gesti quotidiani in cui spesso si inciampa con il decorrere della malattia quanto allo spirito di servizio con cui designer e fab lab si sono messi in gioco, per creare non solo una cosa utile ma anche bella, per tutti.
“Abbiamo ascoltato, cercato informazioni sulla malattia, studiato, ci abbiamo provato, abbiamo sbagliato e siamo ripartiti” sottolinea un giovane progettista che ha prototipato uno degli oggetti esposti.

In mostra – aperta al pubblico per l’intero mese di luglio con ingresso gratuito da martedì a domenica con orario continuato 10.30-20.30 (chiusa il lunedì) – oltre alle immagini dell’iniziativa HDdennomore realizzate da Pier Paolo Lisarelli, le creazioni di:

Damiano Alberti, Exoskeleton con Opendot
Lorenza Branzi e Nicoletta Morozzi, Vestirsi è facile in the age of internet con WeMake
Lorenzo Damiani, OPEN & COMFORT con Polifactory
Ghigos, Duo con Ideas BIT FACTORY
Alessandro Guerriero, aTuttoCuore con Ideas BIT FACTORY
Claudio Larcher, Handle for you con TheFabLab
Claudia Scarpa, Lorenza Branzi, Serpica Naro, Comfort Digital con WeMake
Brian Sironi, Handy con Ideas BIT FACTORY
Sovrappensiero, Balancè con Yatta!
Tecnificio, INFILL con Polifactory

e i lavori vincitori del Contest under 35 realizzati da FabLab Milano:
OPTICAL di Tommaso Brillo
MANTA MEDICAL di Daniele Enoletto e Angelo Passariello
DONUT di Sirine Graiaa, Giulia Massacesi, Elodì Malacarne