HDAYS 2017. LA MOSTRA “SECONDO NOME: HUNTINGTON”

Giovedì 29 giugno alle ore 19.00 sarà inaugurata presso La Triennale di Milano la mostra “Secondo nome: Huntington” tappa del progetto Huntington & Design avviato nel corso degli HDAYS16 e che ha coinvolto nel racconto della malattia e nella ricerca di soluzioni innovative, Scuole prestigiose e Atenei di settore come il Politecnico di Milano, Giovani designer e Matite Senior del Design Italiano.

L’apertura della Mostra sarà accompagnata da una TAVOLA ROTONDA presso la Biblioteca del Progetto – La Triennale di Milano alle ore 17.00 moderata dal Presidente Claudio Mustacchi, con la partecipazione di:

  • Elena Cattaneo, Professoressa e Senatrice a vita
  • Cristina Tajani, Assessore a Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane, Comune di Milano
  • Silvia Piardi, Direttore Dipartimento di Design del Politecnico di Milano
  • Alberto Fontana, Presidente di LEDHA – Lega per i diritti delle persone con disabilità
  • Pete Kercher, Vice-Presidente associazione Design for All Italia, Ambassador Associazione Europea EIDD-Design for All Europe
  • Luciano Galimberti, Presidente ADI – Associazione per il Disegno Industriale
  • Emmanuele Pilia, Direttore Editoriale D Editore
  • Makio Hasuike, Industrial Designer
  • Davide Crippa, curatore della mostra
  • Designer protagonisti della mostra
  • Fablab partner

L’Huntington è una malattia della famiglia: cambia la vita, cambia la casa. Le persone coinvolte dalla malattia, si trovano a dover affrontare e a cercare risposta ad una serie di bisogni concreti che riguardano la sfera domestica e per fare questo, hanno individuato e messo in atto nel tempo, “strategie ed esperienze di assistenza”, derivanti dal quotidiano lavoro di cura. «Casa mia era piena di maniglie e manopole sulle pareti. Non le avevo fatte fissare solo in bagno, ma in diverse stanze. Finché mio figlio è stato in grado di reggersi in piedi, anche per poco tempo, aggrapparsi a quelle maniglie significava mantenere una certa autonomia, anche con un tocco di leggerezza e dare un sollievo a me» racconta la madre di un malato di Huntington.

Con il progetto Huntington & Design, abbiamo voluto mettere in rete competenze, specializzazioni e esperienze, generando una contaminazione creativa tra saperi e saper fare.

Perché una mostra sull’Huntington? “Per quale motivo una malattia è stata tenuta, è tenuta, nascosta? È la domanda che si deve porre chi visita questi spazi, dove viene “messa in mostra” la malattia di Huntington. Una chiave di lettura con la quale interrogare ciò che s’incontra, con la quale lasciarsi anche interrogare: guardare per guardarsi, scoprire per scoprirsi. Perché questa mostra, attraverso uno sguardo inedito sulla malattia, illumina aspetti dell’esistenza che riguardano tutti, nessuno escluso”, scrive il Presidente Claudio Mustacchi nel saggio introduttivo del Catalogo della Mostra.

Partendo dall’ascolto delle necessità dei malati e dei loro cari, dalla quotidianità vissuta tra le mura di casa, sono stati ideati e co-costruiti prodotti belli e funzionali,  in grado di aumentare la qualità di vita di tutta la famiglia, capaci di tenere accesa la luce sull’Huntington e di conservare e raccontare una storia, attraverso la forma. “Mettersi in gioco … riflettere insieme sulla malattia con uno sguardo distante da tabù, stereotipi e pregiudizi che troppo spesso accompagnano l’Huntington. Una malattia che, come un secondo nome, il destino attribuisce alla persona: un’eredità familiare che da quel momento la accompagna, diventando parte integrante della sua identità”: con queste parole Davide Crippa, curatore della Mostra, spiega la scelta del titolo.

 

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La mostra, che da giovedì 29 giugno rimarrà aperta al pubblico per l’intero mese di luglio, vedrà esposte le opere di Senior Designer quali: Alessandro Guerriero, Claudio Larcher, Brian Sironi, Sovrappensiero, Lorenzo Damiani, Ghigos, Tecnificio, Damiano Alberti, Lorenza Branzi, Nicoletta Morozzi, Claudia Scarpa e Serpica Naro e i lavori vincitori del Contest under 35: Daniele Enoletto e Angelo Passariello con MANTA MEDICAL, Sirine Graiaa, Giulia Massacesi, Elodì Malacarne con DONUT, Tommaso Brillo con OPTICAL.

 

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La realizzazione delle opere è stata possibile  grazie all’adesione al progetto di Fablab Milano, WeMake, The Fablab, Opendot, Makers Hub, Polifactory, Ghigos Ideas, Yatta, Tecnificio. Fablab/makerspace del territorio, conciliando cultura, innovazione, condivisione e lavoro manifatturiero, hanno dato vita a prodotti unici, veri e propri prototipi, aventi come filo conduttore la bellezza e che rappresentano una connessione reale e unica tra persone, bisogni e idee, in un’ottica di design for all, design for Huntington.